RAI in Digitale

Un blog non ufficiale sulla RAI nel passaggio al Digitale Terrestre

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Rai Test HD: dove, come, quando e perché.

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Rai Test HD è il canale in alta definizione di Rai, ed è una sperimentazione che Rai sta portando avanti da parecchio tempo ormai. Gli eventi trasmessi sono e sono stati numerosi, come ad esempio gli attuali Mondiali di Nuoto di Roma 09.

Dove:
Rai Test HD è visibile ad oggi (23/07/09), solamente in Sardegna (unica regione ad aver effettuato lo switch off), a Torino e a Trento.

Come:
E’ bene ricordare come per poter ricevere l’alta definizione siano necessarie tre condizioni:

  • Un pannello HD Ready o Full HD con relativo ingresso HDMI,
  • Un decoder DTT HD con relativa uscita HDMI,
  • Si deve essere in una zona dove viene trasmesso il canale HD (sul Mux 5)

Per quanto riguarda la programmazione di Rai Test HD, possiamo dirvi che ad oggi non esiste una programmazione chiara e definita. Essendo una sperimentazione, non è stata rilasciata alcuna scaletta degli eventi in programma, in quanto non esiste.

Quando:
Quando potremo vedere Rai Test HD anche nella nostra città? Questa è la domanda che più di frequente ci viene rivolta. Ebbene ogni regione dovrà attendere lo switch off per poter vedere questo canale e la straordinaria qualità con cui Rai vi trasmette gli eventi.

Perché?:
Perché dobbiamo attendere lo switch off? Perché per accendere questo canale c’è bisogno di una frequenza dedicata per accendere il Mux 5 sul quale viene trasmesso. Un Mux è un “contenitore” nel quale vengono infilati circa 4 canali a definizione standard e uno in alta definizione. Con lo switch off, sulle frequenze dove prima vi era un canale Rai, ad esempio Rai Due, oggi viene acceso un Mux contenente 3-4 canali Rai, ad esempio, il Mux 1 che contiene Rai Uno, Rai Due e Rai Tre. In passato il canale Rai Test HD era acceso sul Mux B anche in zone dove non era stato effettuato lo switch off, come Roma e Milano. Per farlo, veniva abbassato il bitrate degli altri canali presenti su quel Mux, come Rai Sport Più e Rai News 24. Tuttavia oggi, con la presenza di Rai Storia e Rai Gulp e con la crescente importanza che acquistano questi canali, non è più pensabile degradare la loro qualità durante la trasmissione degli eventi in HD, per questo è necessario attendere lo switch off della propria regione in modo che si liberi la frequenza necessaria ad accendere il Mux 5 dedicato a questo canale.
Torino e Trento sono due eccezioni a questa regola, in quanto Torino è il luogo dove si trova il Centro Ricerche Rai che si occupa della sperimentazione ed ha un canale dedicato a queste sperimentazioni, e Trento ha avuto la particolare possibilità di avere una frequenza disponibile per l’accensione del Mux 5, cosa non possibile nelle altre regioni d’Italia.

Aggiornamento (04/11/09):
I due canali pseudo HD di Rai, Rai HD1 (Rai Uno upscalato) e Rai Test HD (eventi HD nativi come la Champion’s League), sono stati fusi in un unico canale, Rai Test HD, che trasmette ad oggi, Rai Uno upscalato e quando ci sono eventi HD nativi interrompe la trasmissione di Rai Uno upscalata e trasmette l’evento in HD nativo.

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24 Luglio 2009 alle 08:56

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Report: Digitale Terrestre, come è andata a finire

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Milena Gabanelli

Milena Gabanelli

Ieri, domenica 24 Maggio 2009, è andata in onda una puntata di Report dove la Gabanelli e Iovene ci hanno aggiornati sullo stato dell’inchiesta che avevano effettuato sul Digitale Terrestre. Ecco come è andata a finire.

La Gabanelli rievoca la puntata precedente nella quale si era parlato di Digitale Terrestre, delle frequenze occupate dai privati, della mancata regolamentazione del settore e dell’arrivo del Digitale Terrestre.
Iovene che battibecca con Confalonieri sul fatto che un unico soggetto non possa avere più di tre reti in mano, Confalonieri che nega, Iovene che professionalmente tira fuori le sentenze che lo dicono…

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La procedura di infrazione dell’Unione Europea, il viceministro Paolo Romani che accusa Iovene e l’AGCOM per una lettera che dice riservata e che è stata data a Iovene dall’ufficio stampa AGCOM, Calabrò che tenta di fare la figura dell’uomo superpartes che fà rispettare i regolamenti e le leggi…

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Le 5 frequenze del dividend digitale ed il beauty contest per assegnarle, il fatto che anche Rai e Mediaset potranno accedere a due di queste 5 frequenze, Mediaset che già ad oggi sfora il tetto del 20%

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Lo stato del Digitale Terrestre in Sardegna, gli utenti che testimoniano come, dopo tutte le chiacchiere che ci sono state, alla fin fine, funziona bene, è facile da usare, l’antennista he spiega quali problemi possono esserci e quali sono le soluzioni…

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E la conclusione della Gabanelli:

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Fonte: Report

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25 Maggio 2009 alle 13:39

Digitale terrestre: la questione, irrisolta, degli impianti e degli incentivi

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Lo “switch off” televisivo da analogico a digitale fissato nel 2012 non è poi così lontano e impone una necessaria accelerazione. Non tanto per chi della nuova Tv sarà utente, ma, da chi l’ormai certa nuova ondata digitale la vive da fornitore di infrastrutture. Nello Genovese, Amministratore Delegato di Fracarro Radioindustrie (società di riferimento nel settore degli apparati Tv, con oltre 80 milioni di antenne vendute nel mondo), è per esempio convinto che servano, da subito, maggiore comunicazione e soprattutto incentivi governativi per portare a termine in tempi utili l’adeguamento degli impianti. “Malgrado i significativi passi in avanti del digitale terrestre nel nostro Paese – ha spiegato in esclusiva al Sole24ore.com Genovese – sono ancora molti gli aspetti tecnici dello switch off non sufficientemente conosciuti dalla popolazione e non ancora adeguatamente affrontati dagli organismi preposti, soprattutto in relazione all’impianto televisivo”. Altra questione aperta è quella degli incentivi: giorni fa Telecom Italia, , ha ufficializzato la rinuncia a perorare la causa contro la decisione con cui la Commissione europea, all’inizio del 2007, aveva chiesto la restituzione allo Stato italiano degli aiuti (definiti “incompatibili con le regole per gli aiuti di Stato in quanto non neutrali da un punto di vista tecnologico”) ricevuti in quanto editore de La7 nel biennio 2004-2005 sotto forma di contributi per l’acquisto di decoder per il digitale terrestre. Il bonus è oggetto anche di un emendamento al Decreto Legge Incentivi, approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, con cui è stata aumentata la dotazione del Fondo per il passaggio al digitale. Se le fasce di reddito più basse e gli anziani avranno diritto di ottenere il rimborso della spesa sostenuta per lo “scatolotto” necessario per accedere ai programmi a pagamento lo sapremo fra un po’ e per il momento a goderne sono gli utenti interessati di Valle d’Aosta e Sardegna, le regioni pilota scelte per lo switch off.

“I problemi di ricezione e di distribuzione del segnale? Minimizzati”

Tornano invece al nodo degli impianti, l’appunto che muove Genovese nascono dal fatto che in Italia abbiamo sin d’ora un’intera area “all digital” e altre regioni che si stanno preparando a diventarlo. “Fino a questo momento, nella comunicazione informativa e di lancio del Digitale Terrestre da parte del Governo e degli enti coinvolti, le questioni di ricezione e di distribuzione del segnale sono state per lo più minimizzate – dice in proposito Genovese – quasi sia sufficiente, in qualsiasi contesto, aggiungere un decoder o utilizzare un apparecchio TV di ultima generazione per fruire dei programmi in digitale“. L’accusa, seppur velata, è chiara e prende corpo anche da alcuni studi elaborati da Fracarro a livello europeo e in Sardegna in particolare mostrano una realtà meno “plug and play” e più precisamente vari episodi di restituzione di decoder al punto vendita perché erroneamente ritenuti non funzionanti in presenza di impianti datati (e quindi non aggiornati) e in particolari contesti ricettivi. La critica mossa da un operatore del settore è in sostanza quella di una certa superficialità nell’affrontare alcune questioni tecniche ricorrenti, vedi il posizionamento fisico dell’antenna esistente o la necessità di installarne una nuova per ovviare al problema di mancanza del segnale provocato dal cosiddetto “effetto soglia”. Secondo Fracarro la percentuale di sistemi da aggiornare è del 5% per le singole abitazioni o i piccoli contesti condominiali (con meno di 4 appartamenti), del 25% per i le strutture tra i 4 e i 50 appartamenti e arriva al 90% per i grossi contesti abitativi (oltre 50 appartamenti). Altro discorso è quello della mancanza di copertura del digitale terrestre in alcune zone, anche se limitate e dove non è prevista l’installazione di ripetitori, del Paese: “in questi particolari contesti – osserva Geneovese – le trasmissioni saranno erogate da satellite ed è quindi necessaria l’installazione di un’antenna parabolica”.

Un fenomeno appena nato che rischia di crescere male

I problemi legati alla diffusione della nuova piattaforma quindi non mancano e i dubbi leciti sollevati da Fracarro assumono un particolare rilievo in considerazione del fatto che il fenomeno è solo agli albori. Oggi le famiglie italiane utenti dei programmi del digitale terrestre sono oltre quattro milioni (dati Auditel) ed entro il 2012 si aggiungeranno le rimanenti 16 milioni, dotando di apparecchiature adeguate la prima casa e magari anche la seconda. Alle abitazioni private si aggiungono quindi gli apparati di ricezione (Tv e antenne) da installare là dove non ci sono ancora in alberghi, ospedali, scuole e altri luoghi di aggregazione pubblica (aziende comprese). E qui, secondo Genovese, rispuntano i problemi: “si prospetta una quantità critica di situazioni da affrontare, considerando il breve periodo di riferimento, ma anche la disponibilità limitata di operatori sul territorio, fatta di solo 3.500 installatori specializzati e circa 20mila generalisti. Occorre quindi richiamare la necessità di anticipare quanto più possibile i lavori di revisione e lavorare in parallelo su due distinti fronti: una completa e corretta informazione e un adeguato piano di incentivi alle famiglie e alle strutture ricettive in genere che consideri anche gli aspetti tecnici più delicati dello switch off. Promuovere adeguamenti mirati degli impianti consentirebbe in sostanza di affrontare preparati uno dei nodi tecnologici più importanti degli ultimi 60 anni”. Il rischio insomma di avere nei prossimi mesi una grande quantità di schermi senza segnale televisivo per varie settimane se non mesi è latente e non una corsa ai facili ed inutili allarmismi. Buono comunque a sapersi che c’è chi la ricetta per ovviare (preventivamente) al problema ce l’ha bell’è pronta.

Fonte: Il Sole 24 Ore (Gianni Rusconi)

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9 Aprile 2009 alle 16:10

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Sardegna: interrogazione parlamentare e risposta della Rai

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Sardegna

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Continuano le voci e le proteste di alcuni comuni della Sardegna, circa la scarsa ricevibilità del Digitale Terrestre Rai nell’isola.
Il 4 Aprile, il sindaco di Carbonia, Tore Cherchi, ha protestato ancora una volta lamentando la scarsa ricevibilità del segnale digitale Rai nel suo comune, suscitando addirittura una interrogazione parlamentare al ministro delle comunicazioni, richiesta dalla deputata del Partito Democratico, Amalia Schirru.
Come si può infatti leggere sulla Nuova Sardegna:

«Nonostante le notizie fornite dalla Rai – ricorda la deputata – continuano ad essere numerose e diffuse in tutto il territorio regionale le proteste dei tanti cittadini che lamentano disservizi e una cattiva ricezione del segnale. Considerato il carattere di precarietà del servizio televisivo pubblico per il quale è corrisposto il canone e che l’adozione degli interventi tecnici necessari per assicurare la qualità del servizio non potrà essere ottenuta con la sola sintonizzazione dei decoder sulla banda Vhf, come proposto dalla Rai, mi è sembrato opportuno sostenere le richieste dei cittadini – continua la Schirru – e chiedere una più approfondita analisi della situazione, nonché la sospensione della riscossione del canone in questo periodo di sperimentazione della tecnologia». La sospensione del canone dovrebbe riguardare coloro, e sono la maggior parte in Provincia, che non ricevono adeguatamente il segnale.

Pronta la risposta della Rai, che sempre sulla Nuova Sardegna replica:

Gli utenti del Servizio Rai digitale terrestre di Lula e zona devono sintonizzare i decoder nella banda Vhf, in polarizzazione orizzontale dall’impianto di Bitti. Solo così quel sogno, sino adesso mancato, di una regolare ricezione può diventare realtà, riportando il sereno dopo le proteste di questi lunghi mesi. Il dirigente del Servizio Rai Luca Balestrieri informa, relativamente al territorio di Lula e dintorni, sul come fare il sindaco Gavino Porcu che, interprete del malessere diffuso in paese, il 4 marzo scorso, aveva segnalato i problemi persistenti di ricezione. Balestrieri scrive:

Come già anticipatole direttamente dai tecnici Giovanni Porcu e Luigi Ceo nell’incontro del 19-03-2009, le misure effettuate nella zona hanno confermato che il segnale del Multiplex 1, sul quale vengono trasmessi Rai Uno, Due e Tre con i contenuti regionali, è su livelli ottimi.

Pertanto eventuali problemi di ricezione sarebbero da attribuire agli stessi impianti di ricezione o al decoder. E ancora:

Gli stessi contenuti sono replicati come riserva nel Mux 3. Tale riserva verrà mantenuta fino allo switch off della prossima area e pertanto Le confermiamo che sarebbe opportuno informare gli utenti di verificare sin d’ora la corretta sintonia del Mux 1.

Il responsabile Rai «come da accordi presi con i tecnici», ha allegato una comunicazione, articolata in 4 punti, da effettuare agli utenti della zona di Lula, sulle Frequenze Multiplex 1 Rai. Primo: La Rai Radiotelevisione Italiana trasmette le proprie reti generaliste (Rai Uno, Due e Tre con contenuti regionali) sul Multiplex 1. Due: La Rai informa che nel comune di Lula il Multiplex 1 Rai è trasmesso sul canale 5 (banda Vhf) in polarizzazione orizzontale dall’impianto di Bitti. Tre i contenuti del Multiplex 1 sono trasmessi come ridodanza sul Multiplex 3, irradiato sul canale 47 (banda UHA) in polarizzazione orizzontale dall’impianto di Bitti. Tuttavia questi contenuti saranno rimossi allo switch off delle altre aree tecniche del Paese. Quarto: Pertanto gli utenti sono invitati, qualora non fosse ancora fatto, a sintonizzare i decoder sulla banda Vhf.

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6 Aprile 2009 alle 11:40

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Sardegna: continuano i controlli da parte di Rai

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Sardegna

Sardegna

Dopo i problemi che avevano afflitto la Sardegna nei primi mesi successivi allo switch off, e la successiva soluzione della maggior parte di questi ad opera dei propri tecnici, la Rai continua a monitorare da vicino il digitale sardo e a cercare di risolvere anche quei piccoli problemi rimasti, anche caso per caso, ove necessario.

Sembra infatti che da oggi, come ci hanno comunicato alcuni abitanti dell’isola, una squadra di tecnici Rai abbia cominciato a visitare alcune località della Sardegna, facendo visita ad alcuni cittadini, per poter verificare lo status del segnale sui loro impianti riceventi. Ove questi impianti siano obsoleti o mal installati, la Rai sta controllando l’installazione a questi cittadini, in modo da dimostrare come siano gli impianti vecchi e poco manutenuti, la causa della maggior parte dei problemi di ricezione avvertiti in Sardegna.

Alcuni funzionari Rai hanno inoltre incontrato i rappresentanti dell’Adiconsum nella zona del Sulcis, spiegando come non sia possibile alcuno sconto sul canone per gli abbonati di Carbonia dopo l’installazione di un nuovo ripetirore dedicato per la zona del Sulcis, che ha portato ad evidenti miglioramenti nella ricezione del segnale.
Fonte: L’Unione Sarda

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11 Marzo 2009 alle 13:09

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