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Switch-off in macroarea unica nord Italia nel secondo semestre 2010? Preoccupa il disastro digitale piemontese
Un unico super switch-off per evitare la ripetizione degli errori piemontesi e per prendere tempo in Lombardia? Questa potrebbe essere la strategia allo studio nelle stanze dei bottoni romane.
Mentre continuano ad emergere gravissimi disagi per l’utenza televisiva piemontese per le gravi sottovalutazioni tecniche di Agcom e MSE-Com a riguardo dell’introduzione della tecnologia digitale senza una preventiva analisi degli effetti concreti della tecnica trasmissiva SFN in territori orograficamente particolari (come appunto l’area tecnica 1, costituita dalle province di Torino e Cuneo) e in difetto di una attenta previsione della sorte degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005, decaduti dal presupposto di legittimità amministrativa alla data dello switch-off senza che fosse stato previsto il contestuale rilascio di nuovi provvedimenti autorizzativi all’esercizio in tecnica numerica su frequenze compatibili con il quadro radioelettrico DTT, risulta a questo periodico che nella Capitale si stia pensando ad una nuova strategia. Nel primo semestre 2010 è previsto lo switch-off dell’area tecnica 3 (Piemonte Orientale e Lombardia inclusa la provincia di Piacenza), mentre nel secondo semestre è pianificata la migrazione delle aree tecniche 5 (Emilia Romagna), 6 (Veneto incluse le province di Mantova e Pordenone), 7 (Friuli Venezia Giulia), 8 (Liguria). Per facilitare la migrazione, che soprattutto per quanto attiene l’area tecnica 3 si presenta sin d’ora critica per via della scarsa conoscenza del quadro radioelettrico effettivo della Lombardia da parte del MSE-Com (che si sta via via complicando a seguito del ritardo – anche di anni! – nel rilascio da parte dell’I.T. Lombardia di autorizzazioni a delocalizzazioni o modifiche impiantistiche, con contorno di decine di ricorsi al TAR o di supplenza della magistratura ordinaria), si starebbe pensando di prendere tempo, slittando lo switch-off di qualche mese senza rallentare l’iter complessivo nazionale. Intanto, come dicevamo in apertura, in Piemonte proseguono i problemi, nonostante l’Ispettorato territoriale locale (tardivamente coinvolto nella delicata vicenda dalle direzioni generali del MSE-Com) si stia prodigando per il rilascio delle autorizzazioni alla riattivazione su base non interferenziale degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005 la cui soppressione aveva portato all’oscuramento di intere valli laterali (problema che si è mostrato, in maniera per fortuna meno grave, anche in Trentino, ma che si teme esploderà in Campania e nel Lazio a breve). La migrazione piemontese è definita dal quotidiano La Stampa, che sta prestando alla situazione grande attenzione, un “disastro digitale”. Il giornale torinese, in un articolo odierno a firma del giornalista Marco Accossato, riporta una serie di dichiarazioni di operatori. «Un disastro – dice Umberto Pellegrini, titolare di una ditta individuale a Vinovo – di fronte ai primi problemi sorti a maggio dopo lo switch-over pensavamo che il passaggio definitivo di ottobre avrebbe risolto i guai. Invece, paradossalmente, la seconda fase del passaggio al digitale è stata e continua a essere più problematica della prima». Risultato? «I clienti se la prendono con noi, cominciano a pensare che siamo noi antennisti gli incapaci. E come dar loro torto, se un impianto installato ieri oggi non funziona più? Inutile spiegare che la causa sono i continui cambiamenti del segnale. Martedì, La7, canale 48, trasmetteva dalla Maddalena. Il segnale è stato spostato all’Eremo, che già in passato tagliava fuori molte zone di Moncalieri, Nichelino e La Loggia. Così queste zone da quasi una settimana non vedono più La7». Altro esempio: «In corso Moncalieri, dal numero 100 al 400, Mediaset era trasmesso da un forte ripetitore a Montoso, che è stato spento. Così chi abita da 100 al 400 di corso Moncalieri d’improvviso ha smesso di vedere i canali Mediaset». Le lettere di protesta a La Stampa, rende noto il quotidiano, si moltiplicano, così come i messaggi sul forum www.lastampa.it/forum non si sono mai fermati, analogamente alle lamentele sui vari blog dedicati alla tecnologia. E’ netto il giornale: “Il digitale terrestre e’ stato praticamente imposto a tutti i cittadini senza interpellare nessuno. Non va meglio con la televisione a pagamento. Anche la Pay tv è, in molti casi, senza segnale“. Ancora la parola di Umberto Pellegrini su La Stampa: «Nei giorni scorsi ho installato impianti che ho dovuto modificare dopo pochi giorni, perché il segnale è passato da Uhf a Vhf». Peggio: «Mercoledì scorso ho fatto un impianto il via Pastrengo a Moncalieri: il giorno dopo non vedevano più La7. Secondo lei, con chi se la prende chi mi ha pagato quel nuovo impianto?». Ancora: «A Piossasco il pacchetto Mediaset sul canale 36 subisce l’interferenza del segnale di Rai 3 da Monte Pellice». Prosegue l’articolo: “Chi subisce maggiormente i disagi sono soprattutto le persone anziane, che dopo aver moltiplicato apparecchiature, prese e telecomandi devono lottare ogni giorno con la risintonizzazione“. «Se il cittadino è abbandonato a se stesso, non lo siamo meno – sbotta Pellegrini -: non abbiamo un numero verde di riferimento, e se chiamiamo lo stesso call center che risponde ai cittadini ovviamente non c’è nessuno in grado di fornirci le indicazioni tecniche di cui abbiamo bisogno. Se anziché ignorarci utilizzassero la nostra rete, potremmo aiutarli: ogni giorno potremmo misurare la potenza del segnale, segnalando subito le zone d’ombra, i Comuni e le vie dove il segnale sparisce, interferisce, o non arriva proprio». Grandissime responsabilità di questa situazione, oltre che ad Agcom e MSE-Com, sono in capo alla Regione Piemonte, che, a differenza degli enti di governo locale della Val d’Aosta del Trentino e dell’Alto Adige, ha fornito scarsissime informazioni sull’evento e solo ora sta cercando di correre al riparo anche nei confronti delle emittenti locali, totalmente abbandonate al proprio destino. Con uno scenario del genere, possiamo solo immaginare cosa ci aspetta in Campania, nel Lazio e in Lombardia…
Fonte: NewsLinet
RAI Futura: le novità nascoste dello switch-off digitale terrestre del Piemonte Occidentale
Riportiamo volentieri una parte dell’articolo di Federico Rocchi:
Siamo arrivati al completamento delle operazioni di lancio definitivo della televisione digitale terrestre nella regione occidentale del Piemonte e il quadro dei cambiamenti è sofisticato e significativo. Molti hanno dato la notizia ma altrettanti hanno dimenticato di spiegare che questo scenario rende finalmente possibile avere un’idea del panorama elettromagnetico che ci attende per il 2012 nel resto del Paese e che, per quanto riguarda RAI, risponde a criteri precisi verso obiettivi precisi: razionalità e qualità del servizio.
Le trasmissioni RAI si sono assestate su questo schema:
Mux 1 (ex MUX A su H/VHF e 30/UHF da Torino Eremo): Ch. 5, 6, 9 VHF (in funzione della più piccola zona di ricezione) – 22 UHF (Rai Uno, Due, Tre, Radio 1, 2 e 3, Fd Auditorium)
Mux 2 (ex MUX B su 26/UHF da Torino Eremo): Ch. 30 UHF (Rai 4, Rai Gulp, Rai Sat Extra – Sat 2000)
Mux 3 (da Torino Eremo): Ch. 26 UHF (Rai Sat Yoyo, Rai Sat Cinema, Rai Sport più, Rai Sat Premium, Rai News 24)
Mux 4 (da Torino Eremo): Ch. 40 UHF (Rai Gulp +1, Rai Storia, Rai Scuola, Rai HD 1, Rai Test HD)
Mux 5 (da Torino Eremo): Ch. 25 UHF (Prove per la Tv in Mobilità)Oltre al rimescolamento delle frequenze di trasmissione, che rendono obbligatoria una risintonizzazione dei ricevitori, noterete che la vecchia bipartizione “mux a” e “mux b” è stata sostituita con la nuova segmentazione in cinque multiplex possibile grazie alla disponibilità di frequenze. Grazie al riassetto delle trasmissioni è ora possibile avere dall’emissione terrestre tutti i canali che RAI attualmente produce, compresi i ben noti canali “premium” protagonisti del “tiramolla” di qualche settimana fa’, prima riservati (a pagamento) agli abbonati SKY. Risulterà chiaro a tutti, quindi, che ha avuto successo l’operazione di rientro dei propri contenuti (una sorta di “scudo tvdigitale”…) sulla piattaforma di trasmissione pubblica e soggetta al solo pagamento del canone e tutti siamo contenti: anche gli abbonati SKY possono riprendere a godere dei tre canali RAI “speciali” e tutti gli altri possono iniziare senza dover prima pagare il pedaggio.
Sul piano tecnico, invece, ci sono diverse notazioni importanti. La prima riguarda la trasmissione isofrequenza.
Trasmettere in isofrequenza significa utilizzare la stessa frequenza (lo stesso canale) per trasmettere lo stesso segnale da più antenne e da più punti sul territorio. Questa tecnica di trasmissione, possibile soltanto con il sistema digitale, ha importanti ricadute pratiche che possono essere comprese in una sola parola: razionalità. Adesso possiamo sapere esattamente su che frequenza è trasmesso il multiplex che ci interessa ed avere la certezza che senza risintonizzare il ricevitore sarà possibile ricevere lo stesso multiplex sulla stessa frequenza in tutta Italia, quando il sistema sarà a regime, perché RAI ha dichiarato di voler mantenere fisso questo schema, per quanto possibile (soprattutto in funzione degli accordi per la gestione delle interferenze con i paesi limitrofi).
Infine, non ultimo, c’è un altro vantaggio: sarà possibile ricevere anche dai mezzi in movimento, dalla macchina per esempio, perché il sistema DVB-T è incapace di gestire gli handover di frequenza come invece fanno i telefoni cellulari: senza isofrequenza poteva capitare che passando da una zona all’altra la ricezione diventava impossibile perché nella seconda zona era diversa la sua frequenza di trasmissione, oggi invece lo stesso multiplex è trasmesso sulla stessa frequenza in tutte le zone quindi la ricezione dovrebbe non solo mantenersi ma anche essere migliore nelle zone in cui sono ricevibili più segnali nello stesso momento. I problemi di interferenza da “ricezione multipla” che nella televisione analogica si trasformavano in “doppie immagini” sullo schermo, improvvisamente non ci sono più, anzi ci sono dei vantaggi: più antenne trasmettono lo stesso segnale sulla stessa frequenza e più forte sarà la somma del segnale ricevuto.
Un’altra significativa novità riguarda il multiplex RAI “1”, il più importante per il servizio pubblico, che può andare sotto il nome di: qualità per il 99% degli spettatori. Noterete che è trasmesso sia in isofrequenza sul canale UHF 22 sia in multifrequenza in banda VHF, occupando tre canali e, soprattutto, che trasporta solo tre flussi audiovideo (ovvero “TV”) e quattro flussi solo audio (etichettati come “radio”). Si tratta di una scelta chiara: trasmettere solo tre “canali TV” ed una manciata di canali solo audio significa dedicare ad ogni flusso Tv ben più dei soliti 5 o 6 megabit al secondo a cui questi tempi di switch-over ci hanno abituato. Il risultato è che RAI Uno, Due e Tre si vedranno molto meglio di prima, con meno squadrettamenti e dalla stragrande maggioranza della popolazione…
Per continuare a leggere questo interessantissimo articolo di Federico Rocchi clicca qui.
Fonte:
Federico Rocchi
Sito Web: http://www.federicorocchi.it/
Mail: federico@federicorocchi.it
Skype: federicorocchi
Switch off Piemonte: oggi si inizia con il primo cluster
Stamattina 24 Settembre 2009 inizia lo switch off del Piemonte occidentale, e alle 10:00 saranno spenti e riaccesi i nuovi Mux digitali sulle nuove frequenze assegnate dal Ministero dello Sviluppo Economico – dipartimento Comunicazioni.
Per quanto riguarda Rai, i nuovi Mux saranno configurati come segue:
- Mux 1: Ch. 5 – 6 – 9 – 22 (Rai Uno, Due, Tre, Radio 1, 2 e 3, Fd Auditorium)
- Mux 2: Ch. 30 (Rai 4, Rai Gulp, Rai Sat Extra – Sat 2000)
- Mux 3: Ch. 26 (Rai Sat Yoyo, Rai Sat Cinema, Rai Sport più, Rai Sat Premium, Rai News 24)
- Mux 4: Ch. 40 (Rai Gulp +1, Rai Storia, Rai Scuola, Rai HD 1, Rai Test HD)
- Mux 5: Ch. 25 (Prove per la Tv in Mobilità)
Di seguito i comuni interessati dallo switch off nella giornata di oggi:
- ALBA
- BRA
- CANALE
- CASTAGNITO
- CERRETO LANGHE
- CORTEMILIA
- COSSANO BELBO
- DOGLIANI
- GUARENE
- LA MORRA
- LEQUIO BERRIA
- LEVICE
- MONCHIERO
- NEIVE
- PERLETTO
- SOMANO
- TORRE BORMIDA
Per i prossimi giorni ecco l’elenco delle zone dello switch off:
Queste le zone, così come le ha determinate il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni, d’intesa con la Regione Piemonte:
* dal 24 al 26 settembre Provincia di Cuneo orientale dal Roero al Monregalese;
* dal 28 al 30 settembre Provincia di Cuneo occidentale dalla Valle Gesso alla Valle Po;
* dall’1 al 2 ottobre Provincia di Torino sud-occidentale dalla Val Chisone alla Val di Susa;
* dal 3 al 6 ottobre Provincia di Torino nord-occidentale dalle Valli di Lanzo al Canavese occidentale;
* dal 7 al 9 ottobre Canavese orientale, pianura di Torino e pianura di Cuneo.A chiudere il tutto saranno proprio i due comuni capoluogo, che dovranno attendere il 7 ottobre per l’inizio delle operazioni che si concluderanno nel giro di lì a due giorni. Invece i primi saranno i cittadini di Roero, Langhe e Monregalese, entro cui sono comprese città come Bra, Alba e Mondovì. Per l’elenco completo e la ricerca per comune rimandiamo al sito ufficiale del ministero, che purtroppo non ha fornito le consuete tabelle riassuntive divise per giorno.
Per quanto riguarda i contributi economici per l’acquisto degli apparati, ricordiamo che sono rivolti ai cittadini dell’intera provincia di Torino, di Cuneo, di Asti e Alessandria, alcuni comuni piemontesi di Vercelli, Biella e Novara e comuni delle province limitrofe (CO, PV, SV) di età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31/12/2009) e che abbiano dichiarato nel 2008 (redditi 2007) un reddito pari o inferiore a € 10.000. Il contributo ha valore di 50 € e può essere richiesto esclusivamente da chi è in regola con il pagamento del canone Rai e solo da chi non ne ha mai beneficiato in passato.
Fonte: Digital-Sat
Prix Italia: digitale terrestre, principale piattaforma universale nel 2007. Entro fine anno la Rai riorganizzerà l’offerta tematica
Alla vigilia del definitivo passaggio dall’analogico e al digitale che dal 24 settembre interesserà il Piemonte occidentale, le politiche attuate in Italia e nel mondo per assicurare un’equilibrata migrazione verso questa nuova tecnologia di comunicazione, saranno al centro di un incontro, in programma oggi nell’ambito della 61esima edizione del Prix Italia, cui parteciperà il vice ministro alle Comunicazioni, Paolo Romani.
Gli organizzatori spiegano che “…La piattaforma digitale terrestre nel 2008 è diventata la prima piattaforma continentale in termini di famiglie collegate, superando quella satellitare e affermandosi come la principale piattaforma televisiva universale nel 2007, in Europa, il tasso di penetrazione della televisione digitale nel suo complesso (satellite, terrestre e Iptv) ha superato quello della televisione analogica. La transizione alla Tv digitale terrestre rappresenta, dunque, un’occasione di grande rinnovamento tecnologico e culturale e gli investimenti nel potenziamento delle reti, nell’estensione del segnale digitale e nello sviluppo dell’offerta televisiva, permetteranno ai broadcaster generalisti di fornire al pubblico un prodotto televisivo migliore in termini quantitativi (nuovi canali gratuiti) e qualitativi (interattività e dialogo diretto con i telespettatori)”.
Dopo il saluto di Elio Pelizzetti, Rettore dell’Università’ di Torino e l’introduzione di Andrea Bairati, Assessore alle Telecomunicazioni della Regione Piemonte, all’incontro “Il futuro è adesso: il digitale terrestre in Italia e nel mondo”, moderato da Giancarlo Leone, Vice Direttore Generale Rai, interverranno Jean Reve’illon, Direttore Generale European Broadcasting Union, Andrea Ambrogetti, Presidente DGTVi, Luca Balestrieri, Presidente Tivù Sat, Jim Graham, Presidente Onorario Prix Italia e della Border Television ITV (Regno Unito), Giacomo Mazzone, Direttore Audit Strategico European Broadcasting Union, Robert Rabinovitch, Presidente Prix Italia (Canada). L’intervento conclusivo sarà del vice ministro alle Comunicazioni Romani.
L’80% delle famiglie piemontesi ha in casa un decoder per ricevere la tv digitale terrestre: è la fotografia scattata da DGTVi – l’associazione dei broadcaster che offrono servizi gratuiti sulla piattaforma Dtt (Rai, Mediaset, telecom Italia Media, Frt, Dfree, Aeranti-Corallo) – alla vigilia dello switch-off (lo spegnimento definitivo della tv analogica), che scatterà nel Piemonte occidentale tra il 24 settembre e il 9 ottobre.
“A poche ore dall’avvio delle operazioni di passaggio definitivo al digitale terrestre del Piemonte Occidentale e a conclusione dello switch-over della Valle d’Aosta – dice Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi – solo una famiglia su dieci nella regione riceve la televisione ancora in analogico. E il digitale terrestre è ormai presente nell’80% delle famiglie: negli ultimi quattro mesi è raddoppiata la presenza dei decoder nelle case dei piemontesi. Anche se il livello di informazione è elevatissimo (il 96% dei cittadini piemontesi è a conoscenza del passaggio e delle date correlate), si tratta in questi giorni di incrementare ancor di più l’attività di comunicazione sui contributi ancora disponibili e sulla necessità di risintonizzare gli apparecchi televisivi. In quindici giorni saranno convertiti più di 1.400 impianti televisivi e saranno coinvolti oltre 900 Comuni e quasi 3 milioni di cittadini, con il 7 ottobre che sarà il giorno culminante per il passaggio delle città di Torino e Cuneo. La collaborazione delle emittenti e della Regione, insieme all’attività svolta dal ministero, sarà fondamentale per raggiungere questo ambizioso obiettivo”.
Per conoscere la data esatta di spegnimento del segnale nel proprio Comune, sarà disponibile sul sito del ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni un apposito motore di ricerca. In alternativa, si può chiamare il numero verde 800.022.000, attivo dal lunedì al sabato, festivi esclusi, dalle 8 alle 20.
Sono ancora disponibili i contributi all’acquisto del decoder di tipo interattivo, istituiti dal ministero, per agevolare le fasce deboli per età e reddito: per usufruire dello sconto di 50 euro basta presentarsi dai rivenditori autorizzati, che lo applicheranno direttamente a chi risieda in uno dei Comuni coinvolti dallo switch-off, abbia almeno 65 anni e un reddito non superiore ai 10 mila euro e sia in regola con il pagamento del canone Rai.
Giancarlo Leone ha assicurato che entro fine anno il direttore generale della Rai porterà all’esame del Cda di Viale Mazzini la riorganizzazione offerta tematica dei canali Rai.
In particolare, Leone ha sottolineato che “le vicedirezioni competenti stanno mettendo a punto un piano di riorganizzazione dell’intera offerta tematica dei canali, alcuni dei quali resteranno, altri, invece, potrebbero modificarsi. Tra le ipotesi ci sono allo studio due nuovi canali, ‘Rai 5′ e ‘Rai 6′ che potrebbero prendere il posto di Raisat Extra e Premium”.
“Rai 5 – ha detto a questo proposito Leone – potrebbe essere un canale di intrattenimento o di audiovisivi italiani e internazionali e potrebbe anche aumentare l’offerta sportiva, ma per ora si tratta solo di ipotesi sulle quali si sta ancora lavorando”.
Quanto al digitale terrestre, Leone si è detto soddisfatto per i risultati. “I primi risultati della Sardegna sono confortanti per la Rai in genere e per Raisat in particolare. Ad agosto la Rai in Sardegna ha registrato quasi due punti percentuali in più rispetto al resto d’Italia. E’ vero che si tratta di un test per ora limitato, ma è comunque un dato interessante perché ci dice che affiancare l’offerta generalista all’offerta tematica consente di mantenere un elevato ascolto di gruppo”.
Fonte: Tv Digitali.eu

Giurì accoglie la domanda Rai in merito al volantino di SKY sullo switch off
“Ci saremmo aspettati una decisione più meditata e approfondita!”. E’ questo il commento del collegio difensivo di Sky alla lettura della motivazione con la quale il Giurì ha accolto la domanda di Rai contro la tv di Murdoch. In discussione la pubblicità diffusa da Sky in ambito regionale per accompagnare l’imminente passaggio dalla tv analogica a quella digitale.
Il messaggio, ricordando il prossimo spegnimento della tv analogica e il passaggio a quella digitale, promuoveva l’abbonamento a Sky per poter continuare a seguire anche i programmi su base locale. Tra i quali vi è anche come noto le edizioni regionali del Tg3.
Secondo Rai, il tono del messaggio, l’utilizzo degli stemmi delle regioni interessate e, in generale, l’approccio del messaggio erano tali da terrorizzare i teleutenti, invitandoli così a sottoscrivere un abbonamento a Sky. Inoltre, dato che il contratto tra la rete pubblica e Sky è in fase di rinegoziazione, Sky non avrebbe potuto inserire come certa la possibilità per i propri abbonati di accedere in futuro anche al palinsesto locale della Rai.
Accuse cui la tv di Murdoch si era opposta ricordando che si trattava di una comunicazione che no solo informava i consumatori sul passaggio tecnologico, ma soprattutto, che voleva prospettare la possibilità di poter fruire anche dei canali locali attraverso l’offerta Sky.
Il Giurì, come detto, ha accolto la posizione della Rai, non senza perplessità. “Il Giurì a mio avviso ha giudicato un po’ frettolosamente, senza tenere conto della grande opera di informazione che è stata fatta sul digitale terrestre nelle regioni in cui si è verificato o sta per verificarsi lo spegnimento del segnale analogico” commenta a Pubblicità Italia Today l’avv. Paolina Testa. La conclusione alla quale il Giurì è giunto ha superato persino le prospettazioni di Rai, in quanto ha ritenuto che il depliant facesse credere al consumatore che l’unico modo per continuare a vedere la televisione fosse abbonarsi a Sky.
“Il Giurì non ha affrontato la complessa questione legata al contratto Rai e agli obblighi di quest’ultima in quanto concessionaria del servizio pubblico. Insomma: una decisione frettolosa, che conseguentemente non ha approfondito a sufficienza la questione” conclude l’avv. Testa.
Secondo il Giurì l’ingannevolezza del messaggio era accentuata dalla presenza degli emblemi ufficiali della regioni interessate.
Fonte: Digital-Sat