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Switch off di Roma: come è andata per Rai Uno, Due e Tre.
A qualche giorno dallo switch off di Roma pubblichiamo un sondaggio per capire le impressioni di chi ci visita. A voi le risposte alla domanda fatale:
Per ognuna delle risposte previste dal sondaggio riproponiamo i consigli che abbiamo già ampiamente riportato nei nostri precedenti post:
Insomma… sono sintonizzati ma si vedono molto male:
Se si vedono male, le cose da fare sono due.
- controllare sul sito web di RaiWay che si sia sintonizzata la frequenza corretta per il proprio comune;
- controllare il corretto puntamento dell’antenna nonché lo stato delle derivazioni, cavi, bocchettoni etc…
- ulteriori indicazioni possono essere trovate nel documento scritto da Rai per gli antennisti del Lazio, scaricabile qui.
No, non ci sono riuscito:
Se la sintonia automatica del decoder non ha permesso di sintonizzare i canali Rai Uno, Due e Tre provare nell’ordine:
- provare la sintonia manuale utilizzando le frequenze indicate per il proprio comune sul sito di RaiWay.
- verificare la presenza di una antenna VHF, meglio se a larga banda. Il Mux 1 (Rai 1, 2 e 3) Rai viene quasi ovunque trasmesso con frequenze VHF.
- provare ad impostare la nazione del decoder/tv digitale su “Germania”. Alcuni decoder infatti non sintonizzano i canali della banda III VHF in canalizzazione europea. Qui altre informazioni in merito.
- controllare il corretto puntamento dell’antenna nonché lo stato delle derivazioni, cavi, bocchettoni etc… Qui trovate maggiori info.
Si, ma ho sintonizzato i canali Test Rai Uno, Test Rai Due e Test Rai Tre nelle posizioni 101, 102 e 103:
Attenzione! Questi canali sono canali temporanei che dovrebbero sparire, stando a quanto riporta il documento pubblicato da Rai, entro due mesi dallo switch off, quindi più o meno il 16 Gennaio. Di conseguenza è importantissimo attivarsi per capire il motivo per cui non si riesce a sintonizzare i veri canali Rai Uno, Due e Tre.
I canali Test Rai Uno etc… sono canali trasmessi sul Mux 6, diffuso sulla frequenza 25 UHF dal solo impianto di Roma Monte Mario. Chi li riceve, e non riceve i veri canali Rai deve dunque:
- provare una sintonia manuale sul canale 9 VHF diffuso dall’impianto Rai di Monte Mario o alternativamente sul canal 11 VHF di Monte Cavo.
- provare ad impostare la nazione del decoder/tv digitale su “Germania”. Alcuni decoder infatti non sintonizzano i canali della banda III VHF in canalizzazione europea. Qui altre informazioni in merito.
- verificare la presenza di una antenna VHF, meglio se a larga banda. Il Mux 1 (Rai 1, 2 e 3) Rai viene quasi ovunque trasmesso con frequenze VHF.
- chiamare un antennista per controllare l’antenna VHF, la sua presenza ed il suo direzionamento sul giusto impianto di trasmissione Rai.
Nota di Servizio: è normalissimo vedere che la maggior parte dei voti indichi problemi, in quanto chi ci cerca su internet è solitamente qualcuno che ha effettivamente problemi e sta cercando una soluzione per risolverli.
Switch off Lazio: Informazioni per gli antennisti da Rai
La Direzione RAI Digitale Terrestre fornisce agli antennisti del Lazio, in vista dello switch off del 16 – 30 novembre, alcune informazioni relative alla sintonizzazione dei canali Rai e alle problematiche più ricorrenti.

Tra le righe della lettera rivolta agli antennisti si possono scoprire molte notizie interessanti, come ad esempio l’immagine in anteprima del Bollino Grigio Dgtvi che vi riportiamo qui in basso. Di seguito la descrizione fornita del bollino grigio:
Il bollino grigio indica un decoder zapper che permette la visione di programmi in chiaro, dotato di EPG (guida elettronica dei programmi), LCN (ordinamento automatico dei canali) e dotato di loader per l’aggiornamento del software via OTA (over the air).
Seguono poi informazioni relative agli impianti e alle frequenze che saranno utilizzati per la diffusione del Mux 1 Rai ed informazioni relative alla canalizzazione europea della banda VHF.

Canalizzazione europea della banda VHF
Ma una delle news più succose è l’annuncio che a Roma, dall’impianto di Monte Mario, verrà trasmesso sul canale 25 UHF una replica del Mux 1 che trasmetterà anche il canale Rai Storia. Da quanto si può leggere nel documento, il Rai Tre diffuso su questo Mux sarà privo di contenuti regionali, i canali Rai Uno, Due e Tre saranno denominati Test Rai Uno etc… e si ricorda che il Mux sarà provvisorio (max 2 mesi), probabilmente per evitare problemi durante la fase di assestamento dello switch off nella capitale.

Un Mux replica del Mux 1 a Roma Monte Mario
Clicca qui per scaricare l’intero documento.
Fonte: Dgtvi
Switch-off in macroarea unica nord Italia nel secondo semestre 2010? Preoccupa il disastro digitale piemontese
Un unico super switch-off per evitare la ripetizione degli errori piemontesi e per prendere tempo in Lombardia? Questa potrebbe essere la strategia allo studio nelle stanze dei bottoni romane.
Mentre continuano ad emergere gravissimi disagi per l’utenza televisiva piemontese per le gravi sottovalutazioni tecniche di Agcom e MSE-Com a riguardo dell’introduzione della tecnologia digitale senza una preventiva analisi degli effetti concreti della tecnica trasmissiva SFN in territori orograficamente particolari (come appunto l’area tecnica 1, costituita dalle province di Torino e Cuneo) e in difetto di una attenta previsione della sorte degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005, decaduti dal presupposto di legittimità amministrativa alla data dello switch-off senza che fosse stato previsto il contestuale rilascio di nuovi provvedimenti autorizzativi all’esercizio in tecnica numerica su frequenze compatibili con il quadro radioelettrico DTT, risulta a questo periodico che nella Capitale si stia pensando ad una nuova strategia. Nel primo semestre 2010 è previsto lo switch-off dell’area tecnica 3 (Piemonte Orientale e Lombardia inclusa la provincia di Piacenza), mentre nel secondo semestre è pianificata la migrazione delle aree tecniche 5 (Emilia Romagna), 6 (Veneto incluse le province di Mantova e Pordenone), 7 (Friuli Venezia Giulia), 8 (Liguria). Per facilitare la migrazione, che soprattutto per quanto attiene l’area tecnica 3 si presenta sin d’ora critica per via della scarsa conoscenza del quadro radioelettrico effettivo della Lombardia da parte del MSE-Com (che si sta via via complicando a seguito del ritardo – anche di anni! – nel rilascio da parte dell’I.T. Lombardia di autorizzazioni a delocalizzazioni o modifiche impiantistiche, con contorno di decine di ricorsi al TAR o di supplenza della magistratura ordinaria), si starebbe pensando di prendere tempo, slittando lo switch-off di qualche mese senza rallentare l’iter complessivo nazionale. Intanto, come dicevamo in apertura, in Piemonte proseguono i problemi, nonostante l’Ispettorato territoriale locale (tardivamente coinvolto nella delicata vicenda dalle direzioni generali del MSE-Com) si stia prodigando per il rilascio delle autorizzazioni alla riattivazione su base non interferenziale degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005 la cui soppressione aveva portato all’oscuramento di intere valli laterali (problema che si è mostrato, in maniera per fortuna meno grave, anche in Trentino, ma che si teme esploderà in Campania e nel Lazio a breve). La migrazione piemontese è definita dal quotidiano La Stampa, che sta prestando alla situazione grande attenzione, un “disastro digitale”. Il giornale torinese, in un articolo odierno a firma del giornalista Marco Accossato, riporta una serie di dichiarazioni di operatori. «Un disastro – dice Umberto Pellegrini, titolare di una ditta individuale a Vinovo – di fronte ai primi problemi sorti a maggio dopo lo switch-over pensavamo che il passaggio definitivo di ottobre avrebbe risolto i guai. Invece, paradossalmente, la seconda fase del passaggio al digitale è stata e continua a essere più problematica della prima». Risultato? «I clienti se la prendono con noi, cominciano a pensare che siamo noi antennisti gli incapaci. E come dar loro torto, se un impianto installato ieri oggi non funziona più? Inutile spiegare che la causa sono i continui cambiamenti del segnale. Martedì, La7, canale 48, trasmetteva dalla Maddalena. Il segnale è stato spostato all’Eremo, che già in passato tagliava fuori molte zone di Moncalieri, Nichelino e La Loggia. Così queste zone da quasi una settimana non vedono più La7». Altro esempio: «In corso Moncalieri, dal numero 100 al 400, Mediaset era trasmesso da un forte ripetitore a Montoso, che è stato spento. Così chi abita da 100 al 400 di corso Moncalieri d’improvviso ha smesso di vedere i canali Mediaset». Le lettere di protesta a La Stampa, rende noto il quotidiano, si moltiplicano, così come i messaggi sul forum www.lastampa.it/forum non si sono mai fermati, analogamente alle lamentele sui vari blog dedicati alla tecnologia. E’ netto il giornale: “Il digitale terrestre e’ stato praticamente imposto a tutti i cittadini senza interpellare nessuno. Non va meglio con la televisione a pagamento. Anche la Pay tv è, in molti casi, senza segnale“. Ancora la parola di Umberto Pellegrini su La Stampa: «Nei giorni scorsi ho installato impianti che ho dovuto modificare dopo pochi giorni, perché il segnale è passato da Uhf a Vhf». Peggio: «Mercoledì scorso ho fatto un impianto il via Pastrengo a Moncalieri: il giorno dopo non vedevano più La7. Secondo lei, con chi se la prende chi mi ha pagato quel nuovo impianto?». Ancora: «A Piossasco il pacchetto Mediaset sul canale 36 subisce l’interferenza del segnale di Rai 3 da Monte Pellice». Prosegue l’articolo: “Chi subisce maggiormente i disagi sono soprattutto le persone anziane, che dopo aver moltiplicato apparecchiature, prese e telecomandi devono lottare ogni giorno con la risintonizzazione“. «Se il cittadino è abbandonato a se stesso, non lo siamo meno – sbotta Pellegrini -: non abbiamo un numero verde di riferimento, e se chiamiamo lo stesso call center che risponde ai cittadini ovviamente non c’è nessuno in grado di fornirci le indicazioni tecniche di cui abbiamo bisogno. Se anziché ignorarci utilizzassero la nostra rete, potremmo aiutarli: ogni giorno potremmo misurare la potenza del segnale, segnalando subito le zone d’ombra, i Comuni e le vie dove il segnale sparisce, interferisce, o non arriva proprio». Grandissime responsabilità di questa situazione, oltre che ad Agcom e MSE-Com, sono in capo alla Regione Piemonte, che, a differenza degli enti di governo locale della Val d’Aosta del Trentino e dell’Alto Adige, ha fornito scarsissime informazioni sull’evento e solo ora sta cercando di correre al riparo anche nei confronti delle emittenti locali, totalmente abbandonate al proprio destino. Con uno scenario del genere, possiamo solo immaginare cosa ci aspetta in Campania, nel Lazio e in Lombardia…
Fonte: NewsLinet
Digitale terrestre, l’ultima follia: ”fasulli” 12 dei 17 antennisti del ministero
Non riuscite a montare il nuovo decoder digitale terrestre per continuare a vedere ancora Rai2 e Rete4? Nessun problema: sul sito del ministero dello Sviluppo economico, Dipartimento per le comunicazioni, c’è a vostra disposizione una lista di installatori di decoder che possono venire a casa vostra per farvi godere delle trasmissioni in digitale. Peccato, però, che nonostante la lista sia stata predisposta in vista dello switch over avvenuto stamattina in parte del Lazio e dell’Umbria, i 36 installatori elencati si trovino tutti rigorosamente in provincia di Terni.
Non solo: fosse solo questo il problema. Dei 17 installatori di cui compare il numero telefonico, solo 2 si occupano di decoder e antenne.
La prima azienda a cui telefoniamo è chiusa
Scorrendo il lungo l’elenco c’è innanzitutto la Multimedia System snc di Cardone&Proietti al cui numero risponde un signore che ci dice che l’azienda ha chiuso. Poi la ditta del signor Luigi Pompei, che non è raggiungibile al telefono indicato. Segue quella del signor Monesi Fabio il cui numero è inesistente.
Il quarto fa davvero l’antennista
Arrivati al quarto presunto antennista, il signor Marco Taramelli, la prima buona notizia: lui si che monta i decoder.
Incassata la prima risposta positiva, proseguiamo più fiduciosi la nostra ricerca. Ma una volta composto il numero del quinto installatore, la Fg System, risponde una signora, probabilmente una casalinga, che non sa neanche di cosa parliamo. Riproviamo, ma risponde sempre lei.
Un altro numero inesistente
E allora decidiamo di andare avanti. Proviamo col signor Stefano Segatori, ma anche questo numero è inesistente. Chiamiamo il signor Francesco Proietti, e lui si che è un’installatore pronto a essere a casa nostra già domani. Grande successo: siamo a due.
Continuiamo nella nostra ricerca. Il signor Giovanni Ercole Felli ci risponde che lui non è un installatore, e che lo hanno già cercato per fargli la stessa domanda. Chiamiamo allora la Eurovideo Service snc di Gianfranco Rizzi, e la solita voce registrata ci dice che il numero è errato.
Non ci occupiamo di decoder, ma di computer
Proseguiamo con la Gema informatica, e ci dicono che loro non si occupano di decoder e zapper, ma di computer. Bene. Andiamo avanti.
Il signor Paolo Giubilei ci dice che lui fa l’elettricista, e non lavora sul digitale. Allora chiamiamo il signor Livio Lorenzini, ma sul fisso non risponde, mentre al cellulare noi sentiamo lui, ma lui non sente noi. E andiamo avanti.
Decoder? No, noi ci occupiamo di slot machine
Proviamo, allora, col signor Alessio Petrelli la solita voce registrata ci dice che il numero è inesistente. Il signor Aniello Secondulfo, invece, ci dice che la sua ditta non si occupa di telecomunicazioni, ma di slot machine e video poker. Andiamo avanti che è meglio.
Il signor Cristian Stefanini, ci dice che si occupa di telecomunicazioni, ma solitamente non dell’installazione di decoder per piccoli consumatori: “Le mie prestazioni a un consumatore normale costerebbero almeno il triplo, ma se sono disposti a pagarmi non mi tiro certo indietro”. Nealnche noi. E proseguiamo con la nostra ricerca. Mancano solo due numeri alla fine della lista. A quello della World page risponde una gentile signorina dell’amministrazione che non sa dirci se la ditta in cui lavora si occupa anche dell’installazione di decoder: per quanto ne sa lei, il loro unico campo è quello dei computer.
Fallisce anche l’ultimo tentativo
E allora facciamo l’ultimo tentativo. Chiamiamo l’azienda del signor Lionello Allegretti, ma a quel numero non risponde proprio nessuno.
Insomma, su 17 numeri di installatori consigliati dalla lista del ministero, a parte 3 presunti installatori che non sono stati raggiungibili, 12 numeri sono errati, e solo 2 sono disponibili a venire a montarci il nostro decoder. Peccato che però loro sono in provincia di Terni, e noi a Roma.
Falsi antennisti in giro a nome Rai
Intanto al numero del call center attivato dalla Regione Lazio (800.900.707) sono arrivate, nella prima giornata dello switch over, una cinquantina di telefonate. A parte i disorentamenti di molti telespettatori, alcuni di loro hanno segnalato che vanno in giro finti antennisti e falsi inviati Rai, che si presentano alla prota per vendere dei decoder. Insomma falsi elenchi e falsi antennisti: la confusione è grande sotto il cielo del Lazio (e di parte dell’Umbria).
Fonte: Il Salvagente.it
Aggiornamento (20/06/09):
L’errore c’è ed è stato riconosciuto (difficile, per la verità, non farlo di fronte ai risultati della nostra inchiesta ed anche alle altre proteste che sono arrivate direttamente al ministero). Dal Dipartimento per le comunicazioni, che ha in gestione l’avvento del Digitale terrestre nel Lazio e in una parte dell’Umbria, l’errore, comunque, l’hanno riconosciuto e dovrebbero provvedere a depennare dall’elenco gli installatori che tali non sono. “Colpa della Confartigianato” – dicono in maniera ufficiosa – che ha fornito l’elenco sbagliato, ma anche della confusione in cui è nato un evento, che pure era programmato da tempo.
Fonte: Il Salvagente.it
DTT, Lazio. Grane maggiori del previsto per la prima macroarea di switch-off. L’assessore alla Tutela dei consumatori Maruccio: “No al 16 giugno”
Ci siamo. Tra pochi giorni scatterà lo switch-over della prima macroarea televisiva italiana.
Il Lazio sarà infatti il laboratorio per l’analisi dei problemi delle grandi aree urbane chiamate a prepararsi allo switch-off analogico/digitale (anche se per alcuni i dolori maggiori saranno sofferti in Campania ed in Lombardia).Le criticità della vicenda sono note: altissima densità demografica (e quindi elevato potenziale di utenza in panne); numero imponente di emittenti attive (si dice che forse non ci sarà spazio per tutte le locali attualmente in esercizio); popolazione ancora impreparata all’evento sul piano tecnico. Una bomba ad orologeria, per i pessimisti. La dimostrazione che il digitale è un processo quasi indolore, per gli ottimisti. Alla particolare situazione del Lazio ha dedicato un interessante articolo il periodico dei consumatori Il Salvagente, nel seguente pezzo a firma di Michela Rossetti che ben riassume i principali temi della migrazione tecnologica.
“Mancano pochissimi giorni all’avvio dello switch over del digitale terrestre nel Lazio (la data fissata è il 16 giugno) e l’assessore regionale alla Tutela dei consumatori, Vincenzo Maruccio, propone una proroga della scadenza fatidica al 1° agosto. “Quella che potrebbe essere una grande opportunità, se non addirittura un momento epocale per l’evoluzione della tecnologia nel nostro Paese, rischia di trasformarsi in un boomerang a danno dei cittadini – dichiara Maruccio. “Gli utenti non sono pronti – continua l’assessore – ad affrontare questo passaggio a causa di un’informazione carente. Molti non sanno nemmeno che cosa sia lo Switch Over, altri ne hanno sentito parlare ma non hanno ricevuto indicazioni utili su come attrezzarsi”.
“Più attenzione agli anziani…”
Un problema sono, in particolare, gli anziani che si vedrebbero privati di due reti importanti per loro come RaiDue e Rete4. Le persone di una certa età – dice Maruccio – ” la cui unica compagnia è spesso la televisione, che non sono stati assistiti in alcun modo e che si ritroveranno ‘al buio’ senza capire perché. Parliamo di servizi per cui i cittadini del Lazio, come gli altri, pagano un canone”.
Sono intervenute le associazioni dei consumatori
“Le associazioni dei consumatori – aggiunge Maruccio – mi hanno scritto, dopo le numerose lamentele arrivate presso i loro centralini, chiedendomi lo spostamento della data dello Switch Over. Richiesta che trovo pertinente, data la carenza comunicativa e il ritardo del governo, e che ho girato al presidente Marrazzo”.
Marrazzo ha scritto a Romani
“Di fronte ad un evidente corto circuito informativo e di comunicazione che potrebbe penalizzare i cittadini del Lazio continua l’assessore – il presidente Marrazzo ha scritto al viceministro Romani chiedendo un differimento della data dal 16 giugno al 1° agosto, affinché ci sia più tempo per illustrare le modalità del passaggio ai telespettatori e la Regione possa, per quanto nelle sue competenze, stare accanto alle esigenze dei consumatori”.
Mdc Lazio: bene posticipare lo switch over, ma basterà?
L’associazione regionale Movimento difesa del cittadino apprezza la proposta dell’assessore alla tutela dei consumatori della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, di posticipare la prima tappa del passaggio televisivo al digitale.
“Maruccio ha dato una risposta alle richieste delle Associazioni dei consumatori”, dichiara Mdc Lazio, “che hanno ricevuto negli ultimi giorni numerose segnalazioni e proteste dai cittadini, colti alla sprovvista alla notizia dello swich over”.
Livia Zollo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino Lazio, spiega che l’iniziativa dimostra la preoccupazione e l’interesse dell’assessore ad andare incontro ai cittadini, ma evidenzia come si dovrebbe contemporaneamente pensare ad altri interventi. “La campagna d’informazione appena avviata doveva quantomeno essere iniziata a inizio 2009 per dare la possibilità anche alle fasce più deboli della popolazione di capire e di organizzarsi in tempo”: spiega Livia Zollo. Che sottolinea anche il disagio economico delle famiglie: “Quello che più ci preoccupa ora è sapere da Governo e dalla Regione Lazio l’ammontare dei sussidi previsti (e se sono previsti!) per agevolare l’acquisto del decoder terrestre per le famiglie disagiate”.
Maruccio: i ritardi non dipendono dalla Regione
L’assessore alla Tutela dei consumatori del Lazio Maruccio sembra rispondere a distanza, dalla Pisana a Roma, all’associazione regionale di Movimento difesa del cittadino: “La Regione sta facendo tutto ciò che è di sua competenza per accompagnare i cittadini del Lazio nel delicato passaggio al digitale. Il ritardo con cui stiamo arrivando a questo appuntamento (per cui abbiamo chiesto al governo lo slittamento della data dello switch over), e che rende i cittadini impreparati, è da imputare alla mancanza di un’adeguata strategia a livello centrale. E il fatto che si siano registrati problemi anche in altre regioni ne è la controprova”. Maruccio conclude dichiarando che da parte di questa amministrazione “i cittadini avranno tutto il sostegno possibile”.
Il Corecom: spese elevate, problemi per antenne e frequenze
Anche dal Comitato regionale per le comunicazioni del Lazio arriva l’allarme per il digitale terrestre. Il Corecom chiede di spostare lo switch off, ossia il passaggio definitivo al digitale previsto per novembre, ad aprile. Secondo il Corecom, infatti, nonostante le indubbie opportunità della nuova tecnologia, i disagi rischiano di essere non di poco conto. Iniziando dalle frequenze, al momento non si è in grado di garantire la totale copertura per le emittenti locali, che rischiano in parte di essere tagliate fuori. E non da meno è il problema delle antenne, perché tra il 10 e il 25% degli impianti richiederà interventi. Infine, spiega il Corecom, oltre ai problemi tecnici c’è anche il lato economico relativo all’acquisto dei decoder. La spesa di ogni famiglia, in base anche al numero dei televisori presenti, si aggirerà in media intorno a 170 euro, che ovviamente pesano sul bilancio famigliare.
Fonte: Newslinet