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Switch off Campania: da domani parte il digitale
Domani, 1° Dicembre 2009, parte ufficialmente il digitale terrestre in Campania. Ecco il calendario, presente sul sito web dedicato al passaggio al digitale nella regione Campania:

In questi giorni è stata anche pubblicata da Rai la lettera agli antennisti della Campania che, sulla scia di quanto fatto per il Lazio, fornisce ad antennisti ed utenti, consigli utili su quanto accadrà nei prossimi giorni in Campania.
Un punto della lettera, molto interessante per l’utenza campana, è l’accenno, che qui riportiamo, alla presenza di un ulteriore frequenza (sembra il ch. 28 UHF) dedicata alla trasmissione dei contenuti del Mux 1 in alcuni di quei comuni (circa 45) interessati da un passaggio di banda che potrebbe dare problemi all’utenza.
Nella lettera si fa però presente che:
Per tali impianti si sta valutando l’attivazione, in via provvisoria, di una ulteriore frequenza UHF… per agevolare l’utenza Rai durante il passaggio al digitale.
Sembra dunque che tali attivazioni non sia certi. Da ciò e dalla provvisorietà del provvedimento segue la necessità di seguire il consiglio fornito da Rai:
Si sottolinea dunque l’importanza di verificare presso l’utenza, la presenza di apparati di ricezione in grado di sintonizzare i canali della banda VHF, e laddove questi non siano presenti, di installarne di nuovi a larga banda.
Di seguito i link ad alcuni dei nostri articoli utili per affrontare i problemi del passaggio al digitale terrestre:
- Problemi di ricezione Rai? Ecco come sintonizzare il decoder
- Digitale terrestre: tutti i segreti per una ricezione corretta
A questo indirizzo trovate il thread di DigitalForum dedicato allo switch off campano e molte delle informazioni utili per affrontare i problemi del passaggio al digitale.
Switch off di Roma: come è andata per Rai Uno, Due e Tre.
A qualche giorno dallo switch off di Roma pubblichiamo un sondaggio per capire le impressioni di chi ci visita. A voi le risposte alla domanda fatale:
Per ognuna delle risposte previste dal sondaggio riproponiamo i consigli che abbiamo già ampiamente riportato nei nostri precedenti post:
Insomma… sono sintonizzati ma si vedono molto male:
Se si vedono male, le cose da fare sono due.
- controllare sul sito web di RaiWay che si sia sintonizzata la frequenza corretta per il proprio comune;
- controllare il corretto puntamento dell’antenna nonché lo stato delle derivazioni, cavi, bocchettoni etc…
- ulteriori indicazioni possono essere trovate nel documento scritto da Rai per gli antennisti del Lazio, scaricabile qui.
No, non ci sono riuscito:
Se la sintonia automatica del decoder non ha permesso di sintonizzare i canali Rai Uno, Due e Tre provare nell’ordine:
- provare la sintonia manuale utilizzando le frequenze indicate per il proprio comune sul sito di RaiWay.
- verificare la presenza di una antenna VHF, meglio se a larga banda. Il Mux 1 (Rai 1, 2 e 3) Rai viene quasi ovunque trasmesso con frequenze VHF.
- provare ad impostare la nazione del decoder/tv digitale su “Germania”. Alcuni decoder infatti non sintonizzano i canali della banda III VHF in canalizzazione europea. Qui altre informazioni in merito.
- controllare il corretto puntamento dell’antenna nonché lo stato delle derivazioni, cavi, bocchettoni etc… Qui trovate maggiori info.
Si, ma ho sintonizzato i canali Test Rai Uno, Test Rai Due e Test Rai Tre nelle posizioni 101, 102 e 103:
Attenzione! Questi canali sono canali temporanei che dovrebbero sparire, stando a quanto riporta il documento pubblicato da Rai, entro due mesi dallo switch off, quindi più o meno il 16 Gennaio. Di conseguenza è importantissimo attivarsi per capire il motivo per cui non si riesce a sintonizzare i veri canali Rai Uno, Due e Tre.
I canali Test Rai Uno etc… sono canali trasmessi sul Mux 6, diffuso sulla frequenza 25 UHF dal solo impianto di Roma Monte Mario. Chi li riceve, e non riceve i veri canali Rai deve dunque:
- provare una sintonia manuale sul canale 9 VHF diffuso dall’impianto Rai di Monte Mario o alternativamente sul canal 11 VHF di Monte Cavo.
- provare ad impostare la nazione del decoder/tv digitale su “Germania”. Alcuni decoder infatti non sintonizzano i canali della banda III VHF in canalizzazione europea. Qui altre informazioni in merito.
- verificare la presenza di una antenna VHF, meglio se a larga banda. Il Mux 1 (Rai 1, 2 e 3) Rai viene quasi ovunque trasmesso con frequenze VHF.
- chiamare un antennista per controllare l’antenna VHF, la sua presenza ed il suo direzionamento sul giusto impianto di trasmissione Rai.
Nota di Servizio: è normalissimo vedere che la maggior parte dei voti indichi problemi, in quanto chi ci cerca su internet è solitamente qualcuno che ha effettivamente problemi e sta cercando una soluzione per risolverli.
Switch off Lazio: Informazioni per gli antennisti da Rai
La Direzione RAI Digitale Terrestre fornisce agli antennisti del Lazio, in vista dello switch off del 16 – 30 novembre, alcune informazioni relative alla sintonizzazione dei canali Rai e alle problematiche più ricorrenti.

Tra le righe della lettera rivolta agli antennisti si possono scoprire molte notizie interessanti, come ad esempio l’immagine in anteprima del Bollino Grigio Dgtvi che vi riportiamo qui in basso. Di seguito la descrizione fornita del bollino grigio:
Il bollino grigio indica un decoder zapper che permette la visione di programmi in chiaro, dotato di EPG (guida elettronica dei programmi), LCN (ordinamento automatico dei canali) e dotato di loader per l’aggiornamento del software via OTA (over the air).
Seguono poi informazioni relative agli impianti e alle frequenze che saranno utilizzati per la diffusione del Mux 1 Rai ed informazioni relative alla canalizzazione europea della banda VHF.

Canalizzazione europea della banda VHF
Ma una delle news più succose è l’annuncio che a Roma, dall’impianto di Monte Mario, verrà trasmesso sul canale 25 UHF una replica del Mux 1 che trasmetterà anche il canale Rai Storia. Da quanto si può leggere nel documento, il Rai Tre diffuso su questo Mux sarà privo di contenuti regionali, i canali Rai Uno, Due e Tre saranno denominati Test Rai Uno etc… e si ricorda che il Mux sarà provvisorio (max 2 mesi), probabilmente per evitare problemi durante la fase di assestamento dello switch off nella capitale.

Un Mux replica del Mux 1 a Roma Monte Mario
Clicca qui per scaricare l’intero documento.
Fonte: Dgtvi
Tv digitale: scatta il count down. A Roma pronte 8 famiglie su 10.
Conto alla rovescia a Roma in vista dello switch off del 16 novembre, quando la città dirà definitivamente addio alla tv analogica per passare al digitale terrestre. A poco più di una settimana, sono tra l’80 e il 90% – secondo le stime dell’associazione DGTVi – le famiglie romane che si sono dotate di un decoder. E la prossima settimana si moltiplicheranno gli sforzi di comunicazione per informare i cittadini sull’evento, che fino al 30 novembre si estenderà poi a tutto il Lazio.
“Siamo ormai al quinto switch off – sottolinea Andrea Ambrogetti, presidente del consorzio DGTVi – e ci conforta la risposta molto positiva dei romani: 8-9 famiglie su 10 si sono dotate di ricevitori, a conferma del fatto che la marcia di avvicinamento con lo switch over (cioè lo spegnimento anticipato di Raidue e Retequattro, ndr) ha funzionato”. Quella di Roma – che diventerà ‘all digital’ prima di altre grandi capitali europee come Londra, Parigi e Madrid – è comunque una tappa molto importante: “Sono 2 milioni 300 mila le famiglie coinvolte – spiega Ambrogetti – e ci aspettiamo molte richieste soprattutto sulla sintonizzazione dei canali“, scoglio da affrontare per chi si confronta con la nuova tecnologia e operazione da ripetere in ogni caso dopo lo switch off del 16 novembre.
Proprio per questo gli sforzi di comunicazione si intensificheranno: “Già le emittenti locali stanno facendo un’ampia opera di informazione – dice il presidente di DGTVi – e la prossima settimana Rai, Mediaset e La7 orienteranno molte trasmissioni nazionali sul passaggio di Roma al digitale terrestre. Inoltre i quotidiani della città e della regione pubblicheranno ogni giorno una sorta di diario per fare il punto della situazione; il Comune ha messo a disposizione autobus, metro e spazi per i manifesti; la Regione ha distribuito un opuscolo a tutti i cittadini per spiegare come si devono comportare. Infine, verrà potenziato il numero verde, 800 022 000, lo strumento principale al quale tutti si potranno rivolgere per sciogliere i dubbi”.
Risolta la questione delle frequenze, almeno per il Lazio (“sono già partite – dice Ambrogetti – le lettere di assegnazione agli operatori”), resta aperto il problema della numerazione automatica dei canali nel telecomando, con le emittenti locali sul piede di guerra contro possibili collocazioni penalizzanti. Un tema sul quale il presidente di DGTVi si augura che si raggiunga un accordo tra tutti i soggetti coinvolti: “E’ difficile che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni possa assegnare d’imperio la numerazione dei canali. Mi sembra più ragionevole che tutte le emittenti trovino una forma di autoregolamentazione, sotto la supervisione dell’Agcom. Altrimenti si rischia di rimanere nel far west, con una sorta di rincorsa anarchica ognuno nelle sue posizioni e con un’inevitabile penalizzazione dei soggetti più deboli”.
Fonte: Repubblica
Switch-off in macroarea unica nord Italia nel secondo semestre 2010? Preoccupa il disastro digitale piemontese
Un unico super switch-off per evitare la ripetizione degli errori piemontesi e per prendere tempo in Lombardia? Questa potrebbe essere la strategia allo studio nelle stanze dei bottoni romane.
Mentre continuano ad emergere gravissimi disagi per l’utenza televisiva piemontese per le gravi sottovalutazioni tecniche di Agcom e MSE-Com a riguardo dell’introduzione della tecnologia digitale senza una preventiva analisi degli effetti concreti della tecnica trasmissiva SFN in territori orograficamente particolari (come appunto l’area tecnica 1, costituita dalle province di Torino e Cuneo) e in difetto di una attenta previsione della sorte degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005, decaduti dal presupposto di legittimità amministrativa alla data dello switch-off senza che fosse stato previsto il contestuale rilascio di nuovi provvedimenti autorizzativi all’esercizio in tecnica numerica su frequenze compatibili con il quadro radioelettrico DTT, risulta a questo periodico che nella Capitale si stia pensando ad una nuova strategia. Nel primo semestre 2010 è previsto lo switch-off dell’area tecnica 3 (Piemonte Orientale e Lombardia inclusa la provincia di Piacenza), mentre nel secondo semestre è pianificata la migrazione delle aree tecniche 5 (Emilia Romagna), 6 (Veneto incluse le province di Mantova e Pordenone), 7 (Friuli Venezia Giulia), 8 (Liguria). Per facilitare la migrazione, che soprattutto per quanto attiene l’area tecnica 3 si presenta sin d’ora critica per via della scarsa conoscenza del quadro radioelettrico effettivo della Lombardia da parte del MSE-Com (che si sta via via complicando a seguito del ritardo – anche di anni! – nel rilascio da parte dell’I.T. Lombardia di autorizzazioni a delocalizzazioni o modifiche impiantistiche, con contorno di decine di ricorsi al TAR o di supplenza della magistratura ordinaria), si starebbe pensando di prendere tempo, slittando lo switch-off di qualche mese senza rallentare l’iter complessivo nazionale. Intanto, come dicevamo in apertura, in Piemonte proseguono i problemi, nonostante l’Ispettorato territoriale locale (tardivamente coinvolto nella delicata vicenda dalle direzioni generali del MSE-Com) si stia prodigando per il rilascio delle autorizzazioni alla riattivazione su base non interferenziale degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005 la cui soppressione aveva portato all’oscuramento di intere valli laterali (problema che si è mostrato, in maniera per fortuna meno grave, anche in Trentino, ma che si teme esploderà in Campania e nel Lazio a breve). La migrazione piemontese è definita dal quotidiano La Stampa, che sta prestando alla situazione grande attenzione, un “disastro digitale”. Il giornale torinese, in un articolo odierno a firma del giornalista Marco Accossato, riporta una serie di dichiarazioni di operatori. «Un disastro – dice Umberto Pellegrini, titolare di una ditta individuale a Vinovo – di fronte ai primi problemi sorti a maggio dopo lo switch-over pensavamo che il passaggio definitivo di ottobre avrebbe risolto i guai. Invece, paradossalmente, la seconda fase del passaggio al digitale è stata e continua a essere più problematica della prima». Risultato? «I clienti se la prendono con noi, cominciano a pensare che siamo noi antennisti gli incapaci. E come dar loro torto, se un impianto installato ieri oggi non funziona più? Inutile spiegare che la causa sono i continui cambiamenti del segnale. Martedì, La7, canale 48, trasmetteva dalla Maddalena. Il segnale è stato spostato all’Eremo, che già in passato tagliava fuori molte zone di Moncalieri, Nichelino e La Loggia. Così queste zone da quasi una settimana non vedono più La7». Altro esempio: «In corso Moncalieri, dal numero 100 al 400, Mediaset era trasmesso da un forte ripetitore a Montoso, che è stato spento. Così chi abita da 100 al 400 di corso Moncalieri d’improvviso ha smesso di vedere i canali Mediaset». Le lettere di protesta a La Stampa, rende noto il quotidiano, si moltiplicano, così come i messaggi sul forum www.lastampa.it/forum non si sono mai fermati, analogamente alle lamentele sui vari blog dedicati alla tecnologia. E’ netto il giornale: “Il digitale terrestre e’ stato praticamente imposto a tutti i cittadini senza interpellare nessuno. Non va meglio con la televisione a pagamento. Anche la Pay tv è, in molti casi, senza segnale“. Ancora la parola di Umberto Pellegrini su La Stampa: «Nei giorni scorsi ho installato impianti che ho dovuto modificare dopo pochi giorni, perché il segnale è passato da Uhf a Vhf». Peggio: «Mercoledì scorso ho fatto un impianto il via Pastrengo a Moncalieri: il giorno dopo non vedevano più La7. Secondo lei, con chi se la prende chi mi ha pagato quel nuovo impianto?». Ancora: «A Piossasco il pacchetto Mediaset sul canale 36 subisce l’interferenza del segnale di Rai 3 da Monte Pellice». Prosegue l’articolo: “Chi subisce maggiormente i disagi sono soprattutto le persone anziane, che dopo aver moltiplicato apparecchiature, prese e telecomandi devono lottare ogni giorno con la risintonizzazione“. «Se il cittadino è abbandonato a se stesso, non lo siamo meno – sbotta Pellegrini -: non abbiamo un numero verde di riferimento, e se chiamiamo lo stesso call center che risponde ai cittadini ovviamente non c’è nessuno in grado di fornirci le indicazioni tecniche di cui abbiamo bisogno. Se anziché ignorarci utilizzassero la nostra rete, potremmo aiutarli: ogni giorno potremmo misurare la potenza del segnale, segnalando subito le zone d’ombra, i Comuni e le vie dove il segnale sparisce, interferisce, o non arriva proprio». Grandissime responsabilità di questa situazione, oltre che ad Agcom e MSE-Com, sono in capo alla Regione Piemonte, che, a differenza degli enti di governo locale della Val d’Aosta del Trentino e dell’Alto Adige, ha fornito scarsissime informazioni sull’evento e solo ora sta cercando di correre al riparo anche nei confronti delle emittenti locali, totalmente abbandonate al proprio destino. Con uno scenario del genere, possiamo solo immaginare cosa ci aspetta in Campania, nel Lazio e in Lombardia…
Fonte: NewsLinet

